∞Da zero
all’infinito
Corso principale · Fondamenti di matematica · Lezione 01

Perché servono numeri diversi?

Ogni nuovo tipo di numero nasce da una domanda a cui i precedenti non sanno rispondere.

Disponibile 30–45 minuti con gli esercizi

Prerequisiti: conoscere le quattro operazioni e il significato elementare di una frazione. Se ti manca una base, consulta il ripasso facoltativo: non è una tappa obbligatoria.

Obiettivo: capire perché passiamo dai numeri naturali agli interi, ai razionali e ai reali. Questa lezione introduce le domande; nelle prossime studieremo insiemi, simboli e proprietà in modo sistematico.

1. Una sottrazione che non possiamo fare?

I numeri naturali sono 0, 1, 2, 3 e così via. Li usiamo per contare e in questo corso includiamo lo zero. Con due numeri naturali possiamo sempre eseguire un’addizione o una moltiplicazione e ottenere ancora un naturale. Con la sottrazione, invece, nasce un problema.

3 − 5 = ?

Non esiste un numero naturale che risponda a questa domanda. Questo non significa che la domanda sia priva di senso: significa che i naturali non bastano. Se su un conto hai 3 euro e registri un addebito di 5 euro, il saldo è −2 euro. Il segno meno indica una posizione rispetto allo zero, in questo caso un debito.

Introduciamo così i numeri interi: …, −3, −2, −1, 0, 1, 2, 3, … . I naturali restano disponibili; aggiungiamo i loro opposti negativi. Ora 3 − 5 ha come risultato −2.

Esempio svolto · Temperatura

La temperatura è 3 °C e scende di 5 °C. Scendendo di tre gradi arrivi a zero; scendendo di altri due arrivi a −2 °C. La temperatura finale è −2 °C. La distanza da zero è due gradi, ma il segno dice da quale parte dello zero ti trovi.

È utile distinguere il segno di un numero dall’operazione: in 3 − 5 il meno indica una sottrazione; in −2 fa parte della scrittura di un numero negativo.

2. Una divisione che non dà un intero

Gli interi risolvono il problema della sottrazione, ma non ogni divisione ha un risultato intero. Dividere due metri di nastro in tre parti uguali richiede un nuovo tipo di numero.

2 : 3 = ⅔

Ogni parte misura due terzi di metro. Per capirlo, dividi ciascuno dei due metri in tre parti uguali: ottieni sei pezzi da un terzo di metro. Distribuendoli in tre gruppi uguali, ogni gruppo contiene due pezzi, quindi due terzi di metro.

Un numero razionale è un numero che si può scrivere come frazione di due interi, con denominatore diverso da zero. Il denominatore è il numero sotto la linea di frazione; il numeratore è quello sopra. Per esempio 2/3, −5/2 e 7/1 sono razionali.

Gli interi sono quindi anche razionali: 7 = 7/1. Non li abbiamo sostituiti; abbiamo ampliato la famiglia. Inoltre frazioni diverse possono rappresentare lo stesso numero: 1/2 e 2/4 indicano entrambe metà dell’intero.

Un primo incontro con le equazioni

Scriviamo 3x = 2. La lettera x indica il numero che cerchiamo; 3x significa «tre volte x». La domanda è: quale numero, moltiplicato per 3, dà 2? La risposta è x = 2/3, perché tre porzioni da due terzi ricompongono due interi. Le equazioni saranno studiate più avanti: qui ci aiutano a formulare il problema.

3. Le frazioni bastano per tutte le lunghezze?

Disegna un quadrato con lato lungo una unità e traccia una diagonale, cioè il segmento che unisce due vertici opposti. Qual è la sua lunghezza?

Il teorema di Pitagora, che studieremo nel percorso di geometria, dice che in un triangolo rettangolo il quadrato del lato opposto all’angolo retto è la somma dei quadrati degli altri due lati. La diagonale divide il quadrato in due triangoli di questo tipo.

d² = 1² + 1² = 2

Qui d indica la lunghezza della diagonale e d² significa d × d. Cerchiamo dunque un numero positivo che, moltiplicato per se stesso, dia 2. Lo chiamiamo radice quadrata di 2 e lo scriviamo √2.

È compreso fra 1 e 2: infatti 1 × 1 = 1 e 2 × 2 = 4. Per avvicinarci, proviamo 1,4: il suo quadrato è 1,96. Con 1,42 otteniamo 2,0164. La lunghezza è dunque compresa fra questi due valori.

Il fatto decisivo è che √2 non può essere scritto come frazione di interi. Questo richiede una dimostrazione, non basta osservare molte cifre decimali. La affronteremo dopo aver introdotto divisibilità, numeri pari e dispari e ragionamento per assurdo.

Numeri di questo tipo si chiamano irrazionali: non vuol dire che siano illogici, ma che non sono rapporti di due interi. Unendo razionali e irrazionali otteniamo i numeri reali, con cui descriviamo i punti della retta numerica.

Valore esatto e approssimazione

√2 è una scrittura esatta. 1,414 è un’approssimazione: il suo quadrato è 1,999396, non 2. Scriviamo quindi √2 ≈ 1,414. Il simbolo ≈ significa «è approssimativamente uguale a».

1,414 è razionale, perché è 1414/1000. Un’approssimazione razionale di un irrazionale non trasforma l’irrazionale in un numero razionale.

4. Quattro famiglie, una dentro l’altra

In matematica una raccolta di elementi definita con precisione si chiama insieme. Studieremo questo concetto nella prossima lezione. Per ora usiamo quattro nomi e quattro simboli:

ℕ ⊆ ℤ ⊆ ℚ ⊆ ℝ

Il simbolo ⊆ significa «è un sottoinsieme di»: ogni elemento della famiglia a sinistra appartiene anche a quella a destra. Per esempio 4 è naturale, intero, razionale e reale. Non devi scegliere una sola etichetta.

Quando chiediamo la famiglia più piccola fra queste quattro, invece, per 4 rispondiamo ℕ; per −4 rispondiamo ℤ; per 1/2 rispondiamo ℚ. Per √2 rispondiamo ℝ, precisando che è irrazionale.

Non ogni reale è razionale e non ogni razionale è intero. Dire che tutti i gatti sono animali non significa che tutti gli animali siano gatti: anche qui l’inclusione ha un verso.

5. E in fisica?

Per contare eventi rilevati in un esperimento usiamo naturali. Per indicare una posizione a destra o a sinistra di un’origine può servire un segno. Per dividere una durata in parti uguali usiamo frazioni. In geometria e nei modelli fisici incontriamo lunghezze espresse da numeri irrazionali.

Occorre però distinguere il modello dalla misura: possiamo descrivere una diagonale ideale con √2, mentre uno strumento restituisce una misura con precisione limitata. Non leggiamo infinite cifre su un righello.

6. Esercizi guidati

1. Qual è la famiglia più piccola fra ℕ, ℤ, ℚ e ℝ che contiene −7? E quali altre lo contengono?

Suggerimento

−7 non serve a contare oggetti. Puoi però scriverlo come frazione: −7/1.

Soluzione ragionata

La più piccola è ℤ. −7 appartiene anche a ℚ e ℝ. Se hai risposto soltanto «reale», l’affermazione è vera, ma non individua la famiglia più piccola richiesta.

2. Un compagno dice: «6/3 è una frazione, quindi non è un intero». Ha ragione?

Suggerimento

Distingui la forma con cui scrivi un numero dal suo valore.

Soluzione ragionata

No: 6/3 = 2. Il numero è naturale e quindi anche intero, razionale e reale. Essere scritto come frazione non impedisce a un numero di essere intero.

7. Esercizi autonomi

Svolgili su carta prima di aprire le soluzioni. Motiva almeno una risposta con una frase completa.

3. Classifica nella famiglia più piccola 0, −12, 3/4, 8/2 e √2.

Soluzione commentata

0: ℕ; −12: ℤ; 3/4: ℚ; 8/2 = 4: ℕ; √2: ℝ (irrazionale). Lo zero è naturale secondo la convenzione del corso. Prima di classificare una frazione, controlla se il suo valore è intero.

4. Trova un numero che sia razionale ma non intero. Trova poi un intero che non sia naturale.

Soluzione commentata

Per esempio 1/2 e −1. Sono due esempi possibili, non le uniche risposte. 2/2 non sarebbe adatto alla prima richiesta, perché vale 1.

5. Perché 1,5 è razionale? E perché 1,414 non è uguale a √2?

Soluzione commentata

1,5 = 15/10 = 3/2, dunque è un rapporto di interi. Invece 1,414² = 1,999396: non dà esattamente 2, quindi non può essere √2. Le cifre scritte forniscono un’approssimazione.

6. «Ogni reale è razionale». Mostra che l’affermazione è falsa con un solo esempio.

Soluzione commentata

√2 è reale ma non razionale. Un esempio che smentisce un’affermazione universale si chiama controesempio. Il fatto che moltissimi altri reali siano razionali non rende vera l’affermazione su tutti.

8. Prima di continuare

Prova a rispondere senza guardare: quale problema risolvono i negativi? Perché servono le frazioni? Che differenza c’è fra √2 e una sua approssimazione? Perché un numero può appartenere a più famiglie?

Criteri per autovalutarti

Se colleghi i negativi a sottrazioni come 3 − 5, i razionali a divisioni come 2 : 3, distingui esatto e approssimato e sai che ogni naturale è anche intero, razionale e reale, hai raggiunto l’obiettivo introduttivo. Se confondi scrittura e valore, torna agli esercizi 2 e 3; per le approssimazioni, riprendi la sezione 3. Non occorre ancora saper dimostrare l’irrazionalità di √2.

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